Atene, primo mese di occupazione del City Plaza Hotel
Il City Plaza Hotel compie un mese di occupazione.

Lo squat City Plaza in via Acharnon 78 ad Atene festeggia il suo primo mese di occupazione. Ora l’hotel ospita le famiglie di rifugiati, per un totale di 385 persone, tra cui 180 bambini. Ci sono 22 famiglie monoparentali, così come persone con disabilità. Le nazionalità che compongono il City Plaza includono afgani, curdi, siriani, palestinesi, iraniani, iracheni e pakistani. Le famiglie alloggiate al City Plaza sono state selezionate sulla base della loro precedente situazione abitativa, nonché sulla base dei particolari problemi affrontati da ciascuno. Ogni famiglia vive in una stanza separata dell’hotel, inoltre tutti gli abitanti sono forniti con la prima colazione, pranzo e cena, così come con i prodotti per l’igiene e altri prodotti essenziali. Quasi tutto è coperto attraverso le offerte di solidarietà, mentre i pochi acquisti che devono essere fatti sono finanziati da donazioni provenienti dalla Grecia e dall’estero.

In un quadro di auto-organizzazione e di convivenza, ci sono squadre per la pulizia, la cucina, la sicurezza, l’istruzione, l’assistenza all’infanzia e l’assistenza medica, le comunicazioni, la ricezione, così come assemblee periodiche dei rifugiati e dei solidali. Iniziative come quella di City Plaza, a parte garantire i diritti e bisogni evidenti, mettono anche in pratica una concezione della vita di tutti i giorni che mira fondamentalmente, attraverso l’autorganizzazione e un’ emancipazione dal basso verso l’alto, a formare uno spazio di libertà e creatività, che possa funzionare come prova della società in cui noi immaginiamo vivere.

Lo Spazio Abitativo per Rifugiati City Plaza aveva e ha ancora come suo principio fondante la garanzia di uno spazio di vita dignitoso per i rifugiati, nel tentativo di agire come un paradigma per affrontare l’emergenza abitativa in cui si trovano più di cinquantamila rifugiati intrappolati in Grecia – e non solo. Di fronte alle terribili condizioni di migliaia di rifugiati costretti nei cosiddetti «centri di accoglienza» fuori dalla griglia urbana, noi proponiamo la coesistenza e la convivenza nei centri delle città.

Non crediamo, ovviamente, che il problema può essere risolto solo attraverso le occupazioni, dato che la fornitura di un riparo è un obbligo fondamentale dello Stato; noi, tuttavia, crediamo che occupare può essere un mezzo per rivendicare diritti e un mezzo di lotta, affinché una soluzione definitiva possa essere trovata alla questione degli alloggi permanenti, nonché alle questioni relative all’inclusione sociale dei rifugiati economici e politici, relativamente al loro accesso senza restrizioni ai servizi sociali, la concessione dell’asilo a coloro che lo desiderano e, naturalmente garantire ciò che è necessario a coloro che desiderano proseguire il proprio viaggio verso la loro destinazione.

Non vi è dubbio che dopo l’accordo della vergogna tra UE-Turchia, e non solo la sottomissione del governo greco ad esso, ma la sua attiva collaborazione, i problemi dei rifugiati siano solo diventati più grandi. Idomeni e il porto del Pireo, il peggioramento delle condizioni di vita negli hotspots, le drammatiche condizioni in centri come quelli di Ioannina e Koutsochero, le continue deportazioni e detenzioni, dimostrano che la politica del governo non è solo anti-rifugiati, ma ha anche raggiunto un vicolo cieco come tale. Noi continuiamo a credere che la lotta per il diritto alla libera circolazione e l’apertura delle frontiere deve espandersi ed essere coordinata a livello europeo, in completa opposizione ai governi della UE. Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di lotte che si sviluppino in ogni paese, in particolare in quelli che accolgono il maggior numero di rifugiati, per la parità di diritti ai rifugiati economici e politici, lotte comuni di residenti e rifugiati contro la xenofobia, il razzismo, lo sfruttamento e l’esclusione, per società aperte e accoglienti, in modo che la politica di solidarietà, uguaglianza e libertà possa finalmente prevalere.

City Plaza come un centro di lotta

Noi crediamo che la lotta per i diritti dei rifugiati economici e politici è parte integrante della lotta del movimento sociale più ampio contro l’austerità, il memorandum, contro le divisioni di classe e nazionali. Auguriamo per il City Plaza di essere un vivace centro di attività per questa lotta comune. Niente di più, niente di meno.

Insieme a coloro che sono attivi nelle decine di iniziative e movimenti anti-razzisti, insieme con i gruppi dei lavoratori e gli spazi di quartiere, con le assemblee del popolo e i centri culturali, vogliamo ripensare le forme di organizzazione e di convivenza nella vita di tutti i giorni, sia all’interno che all’esterno della casa occupata. Noi vogliamo cercare di creare una vasta rete di sindacati, scuole, ospedali, non solo per il sostegno del City Plaza, ma soprattutto per la solidarietà ai profughi intrappolati e per la resistenza alla ‘politica della formica’ dei rifugiati attuata dal governo. Vogliamo insistere sull’importanza del locale, rafforzando i nostri collegamenti con il quartiere di Victoria Square, che, negli ultimi anni, è diventato un hub per il movimento dei migranti, così come un luogo di intervento dell’estrema destra.

Assemblea Aperta – Lunedì 23 ore 18.00 al City Plaza

Next assembly on Sunday 29/5/2016 19:00

source:  dinamopress.it

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